top of page
Logo studio bothias in arancio

The understory

Balazos

Sul nome che una pianta non si sceglie

Il nome che diamo a una pianta non è mai neutro.  Balazos, colpi di pistola, è il nome colombiano  della Monstera deliciosa. Un'analisi sulla  tassonomia coloniale di Linneo, la Spedizione  Botanica alla Nueva Granada e come il linguaggio  riflette la memoria di chi guarda.

Nel 1849 il botanico danese Frederik Michael Liebmann descrisse formalmente una pianta rampicante delle foreste pluviali del Messico e dell'America Centrale. La chiamò Monstera deliciosa. Il nome generico, Monstera, rimandava al latino monstrum: cosa straordinaria, prodigiosa, fuori dall'ordine naturale. Le foglie di quella pianta, con i loro buchi e le loro lacerazioni, sembravano appunto mostruose a chi le osservava per la prima volta da una prospettiva europea. Il nome specifico "deliciosa" faceva riferimento al frutto edule, dolce come un ananas.


Due parole latine. Una pianta classificata, archiviata, resa universale.


In Colombia quella stessa pianta si chiama balazos.


Colpi di pistola.

Balazos

Il nome come atto di potere


Il sistema binomiale di nomenclatura botanica che usiamo ancora oggi fu sviluppato dal botanico svedese Carl Linneo nel 1735. La sua logica era apparentemente neutrale: due nomi latini, universalmente comprensibili, al di sopra delle lingue locali e delle tradizioni popolari. Un sistema razionale per mettere ordine nel caos della biodiversità mondiale.


Ma quella razionalità aveva una direzione precisa. Nella sua Critica botanica, Linneo stabilì regole che bandivano le lingue europee eccetto greco e latino, i nomi religiosi, i nomi stranieri, intendendo stranieri alle sensibilità europee, e i nomi che evocavano gli usi locali delle piante. In altre parole: tutto ciò che le comunità locali sapevano di una pianta, tutto il linguaggio con cui l'avevano nominata e vissuta per secoli, veniva sistematicamente escluso dalla nomenclatura ufficiale. Questa pratica ha cancellato, e continua in larga parte a cancellare, i nomi indigeni delle piante dalle istituzioni botaniche. Non per negligenza. Per struttura. 


Le spedizioni botaniche europee in America Latina nel XVIII e XIX secolo sono l'esempio più evidente di questo meccanismo. I nomi nativi venivano sostituiti dalla nomenclatura binomiale latina di genere e specie. La Spedizione Botanica alla Nueva Granada, il territorio che oggi comprende Colombia, Ecuador e Venezuela, catalogò migliaia di specie tra il 1783 e il 1816. 


Le piante che le comunità indigene conoscevano da generazioni vennero descritte, classificate e rinominate in latino da botanici europei che le vedevano per la prima volta. 


La Monstera deliciosa non fa eccezione. Cresceva nelle foreste di quella regione molto prima che Liebmann la descrivesse. Aveva nomi. Aveva usi. Aveva storie. Nessuno di questi è entrato nella nomenclatura ufficiale.

Il nome che viene dal basso


Balazos funziona in modo esattamente opposto.

Non viene da un'osservazione morfologica distaccata. Non viene da un botanico europeo che cataloga con il microscopio. Viene dall'esperienza accumulata di una comunità che ha vissuto la violenza abbastanza a lungo da trovarne le tracce ovunque, anche nei buchi di una foglia.


La pianta è conosciuta con nomi diversi in spagnolo: balazo, chirrivaca, costilla de Adán, hoja de piedra, ojal, piñanona. Ognuno di questi nomi racconta qualcosa di diverso: costilla de Adán (costola di Adamo) evoca la forma delle lacerazioni come nervature esposte; ojal(asola) descrive i fori come aperture precise nel tessuto. Sono nomi che guardano la stessa foglia e vedono cose diverse, utensili, anatomia, sacro. 


Balazos guarda la stessa foglia e vede una storia recente. Una storia che non è ancora finita.


L'artista Otto Berchem ha costruito una mostra intera attorno a questo meccanismo, Monstera Deliciosa, all'Instituto de Visión di Bogotá. La sua tesi, come ha scritto la galleria, è che questo fenomeno linguistico rivela come il linguaggio rifletta potentemente le esperienze collettive di una comunità. I nomi che assegniamo alle cose raramente sono neutri. Spesso trasmettono narrazioni e memorie condivise.

Due sistemi che non si parlano


C'è una differenza fondamentale tra Monstera e balazos che va oltre il contenuto dei due nomi.


Monstera è un nome che ambisce all'universalità. È scritto in corsivo, in latino, uguale in ogni paese del mondo. Appartiene a un sistema che si è costruito deliberatamente sopra le lingue locali, con l'obiettivo dichiarato di rendere la conoscenza botanica indipendente dal contesto culturale.


Balazos è un nome che non ambisce a nulla. Non è stato scelto da nessuno. È emerso, come emergono i soprannomi, come emerge il linguaggio colloquiale, da un riconoscimento involontario. Qualcuno ha guardato una foglia e ha visto qualcosa che conosceva troppo bene. Il nome è rimasto.

Questo è esattamente ciò che il sistema linneano aveva progettato di eliminare: la contaminazione tra la pianta e il vissuto di chi la guarda. 


La nomenclatura scientifica voleva uno sguardo neutro, oggettivo, universale. Balazos dimostra che quello sguardo non esiste. Che ogni nome porta con sé un corpo, una memoria, una latitudine geografica e storica.

I nomi comuni riflettono dialetti regionali, folklore, proprietà medicinali, o gli attributi fisici delle piante che nominano. Ma balazos riflette qualcosa di più: riflette quello che una comunità ha subito. Non è folklore. È cronaca. University of Michigan

Cosa rimane


La Monstera deliciosa che sta nel corner dello studio di architettura, nel concept store, nel loft minimalista, quella pianta porta con sé tutti e due i nomi. Porta Monstera, con il suo latinismo europeo, la sua ambizione tassonomica, la sua storia di spedizioni coloniali e cataloghi scientifici. E porta balazos, con tutto il peso che quella parola contiene.

Noi abbiamo scelto di ricordare solo il primo.

Botanica e nomenclatura


Liebmann, Frederik Michael. Monstera deliciosa. 1849. Royal Botanic Gardens, Kew - Plants of the World Online.

Monaco Nature Encyclopedia. Monstera deliciosa - nomi comuni per lingua. monnaconatureencyclopedia.com

Linneo, Carl. Critica Botanica. 1737. - regole di nomenclatura binomiale che escludono i nomi locali e indigeni.


Tassonomia coloniale


Schiebinger, Londa. Plants and Empire: Colonial Bioprospecting in the Atlantic World. Harvard University Press, 2007.

Subramaniam, Banu. Botany of Empire. Wellesley College - feminist science and technology studies.

The Colonial Legacy of Herbaria. Biorxiv, 2021. biorxiv.org

Sex, Plants and Colonisation: Reclaiming Botany from the Tendrils of Empire. The Conversation, 2025.

Imperial Taxonomy. Center for Plants & Culture. plantsandculture.org


Spedizione Botanica alla Nueva Granada


Royal Botanical Expedition to New Granada (1783-1816). Wikipedia EN.

Mutis, José Celestino. Flora de la Real Expedición Botánica del Nuevo Reino de Granada. Real Jardín Botánico de Madrid.

La Real Expedición Botánica del Nuevo Reino de Granada. Comisión Mutis. comisionmutis.com

Flowers of the Colony, Seeds of Independence: The Illustrations of the Royal Botanical Expedition to Nueva Granada. Selva Journal, 2022. selvajournal.org


Arte e riferimento culturale


Berchem, Otto. Monstera Deliciosa. Mostra. Instituto de Visión, Bogotá.

Instituto de Visión. institutodevision.com


Linguaggio e nomi popolari


What's in a Name? The Limits, Problems, and Puzzles of Naming and Referring to Plants. Matthaei Botanical Gardens & Nichols Arboretum, University of Michigan. mbgna.umich.edu

The Meaning of Plants' Names: A New Discovering Approach to Its Medicinal and/or Toxic Properties. PMC - National Library of Medicine, 2024. pmc.ncbi.nlm.nih.gov

Linnaeus' Controversial Legacy: A Rose by Any Other Name is Complicated. The Soul of the Earth, 2025.

Newsletters - Less but better.
Solo articoli, eventi e progetti che valgono: senza rumore, solo
botanica contemporanea.

Thanks for submitting!

bottom of page