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The understory

L'oggetto che non sa di esserlo

Il tissue culture, il mercato e la fine della distinzione tra naturale e artificiale

Tre piante, tre bicchieri, un davanzale. Il collezionismo botanico contemporaneo ha costruito questa scena attraverso laboratori, giardini privati e selezioni commerciali che il mercato ha appiattito in un'unica categoria: raro, desiderabile, prezzabile. Questo articolo parla di quello che non si vede.

Quello che vedi in questa foto non viene dalla foresta.

Viene da un laboratorio in Thailandia, da un giardino privato fuori Rio de Janeiro, da una selezione orticola commerciale nelle serre del Sud-Est asiatico. Tre piante, tre bicchieri di vetro trasparente, un davanzale. Il collezionismo botanico contemporaneo ha prodotto questa scena con una precisione che nessun designer avrebbe osato rivendicare.

Vale la pena capire come ci siamo arrivati.

L'oggetto che non sa di esserlo

La fabbrica dell'anomalia


La Monstera Thai Constellation non è una mutazione spontanea trovata in natura. È un cultivar sviluppato intorno al 2020 attraverso il tissue culture: piccoli frammenti di tessuto vegetale coltivati in ambiente sterile fino a stabilizzare un'anomalia genetica precisa. Settori di cellule senza clorofilla, incapaci di fotosintesi. Una pianta che produce meno energia, cresce più lentamente, sopravvive peggio in condizioni naturali. Il mercato l'ha trasformata nel suo attributo di maggior valore.

Per capire perché, bisogna capire la differenza con l'altra Monstera variegata che il collezionismo conosce: l'Albo Variegata.


L'Albo è una chimera cellulare, una mutazione somatica spontanea che ha fatto sì che alcuni settori di tessuto perdessero la capacità di produrre clorofilla. La pianta non ha scelto questa condizione: la subisce. Il pattern cambia foglia per foglia, può tornare completamente verde, può produrre un settore così esteso di bianco da non avere abbastanza tessuto verde per sopravvivere. È un accidente biologico instabile per definizione, quella instabilità è esattamente ciò che il mercato prezza: ogni esemplare è irripetibile, ogni talea è una scommessa.


La Thai Constellation risolve il problema industrialmente. La mutazione è scritta in ogni cellula, stabilizzata attraverso il tissue culture, trasmessa integralmente a ogni clone. Le macchie non cambiano, non scompaiono. Sono parte del codice, non un errore nel codice. Il risultato è un oggetto replicabile con caratteristiche estetiche garantite, più simile a un prodotto di design che a un organismo vivente. Al picco della domanda, tra il 2021 e il 2023, una singola talea poteva costare migliaia di euro.

Stiamo pagando cifre da galleria per un difetto funzionale stabilizzato in laboratorio.

Il clone di un architetto


C'è un'altra pianta in questa foto, e la sua storia va nella direzione opposta.

La Monstera Burle Marx Flame non è nata in un laboratorio. È stata trovata, o ricevuta, non si sa, da Roberto Burle Marx, il più importante landscape architect brasiliano del Novecento: il progettista del lungomare di Copacabana, il collaboratore di Oscar Niemeyer, il collezionista ossessivo che trasformò la sua fazenda fuori Rio de Janeiro in uno dei più grandi archivi botanici privati del mondo. Quando morì, nel 1994, lasciò la proprietà allo Stato brasiliano insieme a migliaia di esemplari, molti dei quali senza documentazione di origine.


La Burle Marx Flame era tra questi. Coltivata nel suo Sítio probabilmente dagli anni '80, classificata a lungo come Monstera dilacerata, nome che si è poi rivelato appartenere a tutt'altra pianta, un Epipremnum pinnatum finito per errore in un giardino botanico e catalogato come nuova specie. L'International Aroid Society ha formalizzato il cultivar solo nel 2022.

Cosa sia esattamente, a livello tassonomico, è ancora dibattuto. I botanici non hanno raggiunto un consenso: potrebbe essere una specie ancora non descritta, raccolta in qualche punto remoto del Centro o Sud America. Potrebbe essere una mutazione morfologica estrema di Monstera deliciosa che ha alterato permanentemente lo sviluppo del tessuto fogliare. L'origine esatta non è stata registrata prima della morte di Burle Marx, e probabilmente non lo sapremo mai.


Quello che sappiamo è questo: tutti gli esemplari di Burle Marx Flame in circolazione nel mondo discendono da quella singola pianta nel giardino di Burle Marx. L'intera linea mondiale è un unico, immenso clone. Per decenni è circolata solo tra orti botanici e collezionisti d'élite, attraverso rarissime talee propagate direttamente dall'esemplare originale. Solo di recente la micropropagazione in vitro, il tissue culture, ha permesso di moltiplicarla su scala, rendendo accessibile questa forma senza consumare gli esemplari storici.


La stessa tecnologia che ha creato la Thai Constellation dal nulla ha salvato la Burle Marx Flame dall'estinzione collezionistica. Due usi opposti dello stesso strumento. Il mercato non ha fatto distinzioni.

La storia della sottrazione


La Monstera deliciosa, l'esemplare verde, senza variegatura, quello che nessuno compra più perché "è ovunque", vive nelle foreste tropicali dell'America Centrale come emiepifita. Germoglia a terra, scala i tronchi degli alberi verso la luce, sviluppa radici aeree che scendono fino al suolo per assorbire acqua e nutrienti. La fenestrazione delle foglie non è estetica: è una risposta evolutiva precisa per lasciare passare la luce e resistere al vento nel sottobosco denso.


Poi è arrivato il mercato delle piante da interno. La Monstera è stata tolta dalla foresta e messa in un vaso. Poi la variegatura è diventata desiderabile, e la pianta è stata tolta dal pool genetico spontaneo e messa in un laboratorio. Poi la talea, un frammento, un nodo, un pezzo di stelo,  è diventata l'unità di scambio primaria, e la pianta è stata ridotta alla sua forma minima replicabile.


E infine il bicchiere d'acqua.


La talea in acqua è il punto terminale di questo processo: separata dal substrato, separata dalla foresta, separata persino dal vaso. Non è ancora una pianta nel senso in cui il mercato la intende, non ha radici terrestri, non ha un contenitore, non ha un prezzo definitivo. È un oggetto in transizione, sospeso tra quello che era e quello che il collezionista deciderà che diventi. 


È anche la scena più fotografata del collezionismo botanico contemporaneo. Riproducibile, esportabile, esteticamente coerente indipendentemente da quale specie contenga. Il bicchiere trasparente, che lascia vedere le radici che si formano, che rende visibile il processo, è diventato il contenitore canonico di un'estetica. Nessuno lo ha progettato. È emerso dalla pratica collettiva di milioni di persone che propagano piante sui davanzali di appartamenti in tutto il mondo.

Ogni passaggio è una sottrazione di contesto. Il collezionismo botanico contemporaneo, nella sua forma più diffusa, è una storia di progressive riduzioni, dalla foresta alla selezione commerciale, dal giardino privato di un architetto al tissue culture industriale, fino all'oggetto puro.

Il punto che nessuno nomina


La distinzione tra naturale e artificiale che usiamo ancora per leggere le piante, quella distinzione non regge più.

Non regge per la Thai Constellation, che è un prodotto industriale con DNA vegetale. Non regge per la Burle Marx Flame, un enigma tassonomico ancora aperto che il mercato ha prezzato e distribuito globalmente prima che la scienza capisse cosa fosse. Non regge per nessuna delle piante in questa foto, che portano con sé storie di laboratori, giardini privati, selezioni commerciali che il mercato ha appiattito in un'unica categoria: raro, desiderabile, prezzabile.

Il tissue culture è lo strumento che rende visibile questa appiattizione. Può creare un organismo dal nulla, la Thai Constellation. Può clonare un enigma e distribuirlo su scala globale, la Burle Marx Flame. In entrambi i casi, il risultato che arriva sul mercato è lo stesso oggetto: una talea in un bicchiere d'acqua, senza storia leggibile, senza contesto, senza origine dichiarata.

La talea non sa da dove viene. Il mercato non lo chiede.

E il bicchiere trasparente, che sembra mostrare tutto, non mostra niente di questo.


Studio Bothias lavora con la materia botanica come elemento architettonico e concettuale. studiobothias.com

Fonti e riferimenti


Monstera Thai Constellation — origine e tissue culture Healthy Houseplants — Thai Constellation Monstera Care Guidehealthyhouseplants.com

Chestnut Farms — A Starry Tale: The Origins of Monstera Thai Constellationchestateefarms.com

The Plant Manual — Thai Constellation Monstera Caretheplantmanual.com

Variegazione: chimera vs tissue culture Blooming Expert — 12 Monstera Varieties: How to Tell Deliciosa, Thai Constellation and Adansonii Apartbloomingexpert.com

Monstera Burle Marx Flame — storia e tassonomia Here But Not — Monstera Burle Marx's Flame, deliciosa var. sierrana and Brazil common formherebutnot.com

Aroid Cultivars — Monstera 'Burle Marx's Flame'aroidcultivars.org

MonsteraX — Cultivar Announcement: Monstera 'Burle Marx's Flame'monsterax.com

Foliage Factory — Monstera 'Burle Marx's Flame'foliage-factory.com

Epipremnum pinnatum Cintho Goldfinger Foliage Factory — Epipremnum pinnatum 'Cintho Goldfinger'foliage-factory.com

Nieuwkoop Europe — Epipremnum pinnatum Cintho Goldfingernieuwkoop-europe.com

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